Domande frequenti
Qui trovi alcune risposte alle domande più frequenti sul percorso psicologico e sugli incontri, per orientarti e avvicinarti a questo spazio. Il percorso prenderà poi forma nella relazione e nella tua esperienza personale.
Qual è la durata delle sedute?
Gli incontri individuali hanno generalmente una durata di 50 minuti. Questo tempo rappresenta una cornice condivisa che favorisce lo sviluppo e la continuità del lavoro terapeutico.
Quanto dura un percorso psicologico?
Non esistono tempi universali per un percorso psicologico. Ogni percorso si costruisce in modo unico e segue i tempi della persona e del lavoro che prende forma nella relazione terapeutica. Indicativamente, un percorso può svilupparsi nell'arco di circa un anno, ma questa rappresenta solo una cornice orientativa. Non è possibile stabilire a priori quanto durerà, quando sentiremo che la conclusione potrebbe essere percorribile ne parleremo insieme.
Perché lo psicologo non mi dice cosa devo fare?
Il ruolo dello psicologo non è sostituirsi alla persona nelle decisioni, ma creare le condizioni perché possa attribuire nuovi significati alla propria esperienza e riconoscere risorse e possibilità di scelta. L'obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza, nel rispetto dell'unicità del percorso di ciascuno.
Posso interrompere o cambiare terapeuta in qualsiasi momento?
Certamente. Il percorso può essere interrotto in qualsiasi momento. Qualora emergesse il desiderio o la necessità di concluderlo, è auspicabile poterlo condividere all'interno della relazione terapeutica, così da attribuire significato anche a questa scelta e, se possibile, costruire insieme una chiusura del percorso. Allo stesso modo, qualora la relazione terapeutica non fosse percepita come uno spazio adeguato, è legittimo scegliere un professionista con cui ci si senta maggiormente in sintonia.
Mi fa un po' paura. Cosa succede se non riesco ad aprirmi?
È comprensibile che questo timore possa presentarsi, soprattutto all'inizio di un percorso. Anche questa esperienza può trovare spazio nella relazione terapeutica: non è necessario forzarsi, ma poter esplorare insieme ciò che rende difficile raccontarsi e i significati che questa fatica assume nella propria storia. La relazione si costruisce gradualmente, rispettando i tempi e le modalità della persona.
La terapia funziona davvero?
Definire con precisione cosa si intenda per “funzionare” è fondamentale per comprendere il significato della terapia e il suo contributo ai processi di cambiamento. Se per “funzionamento” si intende un cambiamento immediato o una soluzione definitiva fornita dal terapeuta, la risposta è no. La terapia non rappresenta una soluzione automatica, né il terapeuta può modificare l'esperienza dell'individuo senza il suo coinvolgimento attivo.
Il cambiamento è un processo articolato, che si sviluppa all'interno della relazione terapeutica e richiede partecipazione consapevole, continuità da parte della persona e la disponibilità a guardarsi e sperimentarsi da nuovi punti di vista. La terapia si configura pertanto come un percorso collaborativo, nel quale terapeuta e persona contribuiscono congiuntamente al processo di evoluzione e di conoscenza di sé. Così inteso, si, la terapia funziona davvero.