Quando i giovani diventano protagonisti: la nascita di Spazio C6

Pubblicato il 12 agosto 2026 alle ore 15:21

Spazio C6: un luogo pensato per incontrare e far incontrare i giovani, creando occasioni di dialogo, confronto, relazione e crescita.

 

Nel 2023 ho iniziato una collaborazione con l'Associazione Sconfinando con sede a Sesto San Giovanni (Milano), realtà coinvolta nel progetto F.A.R.E. – Festival del lavoro e delle competenze giovanili del Nord Milano, un'iniziativa nata con l'obiettivo di valorizzare le competenze dei giovani, favorire occasioni di incontro e confronto e promuovere il loro protagonismo all'interno della comunità.

All'interno di questa cornice progettuale, insieme a Maria Carmen Fiore, educatrice e Chiara Della Patrona, pedagogista, abbiamo dato vita a Spazio C6: un luogo pensato per incontrare i giovani, ascoltare i loro bisogni e costruire insieme a loro occasioni di partecipazione, sperimentazione e crescita.

Un elemento che ha caratterizzato fin dall'inizio Spazio C6 è stata la volontà di creare uno spazio realmente inclusivo, in cui potessero incontrarsi giovani con storie, percorsi e bisogni differenti. L'idea alla base non era quella di costruire un contesto dedicato esclusivamente alla fragilità, ma di favorire l'incontro tra ragazzi diversi, creando occasioni in cui ciascuno potesse portare le proprie risorse, le proprie esperienze e il proprio modo di stare nel mondo. Crediamo infatti che l'inclusione non si costruisca soltanto offrendo spazi separati, ma creando possibilità concrete di relazione, conoscenza reciproca e appartenenza.

Mettere in dialogo ragazzi con fragilità diverse e ragazzi con percorsi differenti ha permesso di sperimentare un modo nuovo di stare insieme, in cui le differenze non fossero un ostacolo, ma una possibilità di arricchimento reciproco.

Fin dall'inizio abbiamo scelto di partire da una domanda diversa: non "quali attività possiamo proporre ai giovani?", ma "quali spazi possiamo creare insieme a loro affinché possano esprimersi, sperimentarsi e portare le proprie idee?". Da questa prospettiva è nato un modo di lavorare basato sulla co-costruzione: i ragazzi non erano semplicemente destinatari delle attività, ma parte attiva nella progettazione e nella realizzazione delle esperienze.

Sono nati così momenti dedicati alla creatività, alla scoperta di nuove competenze e alla condivisione: laboratori manuali e artistici, come la lavorazione del cuoio, la creazione di gioielli, la rilegatura e attività con la fotografia; incontri più orientati alla conoscenza di sé e al benessere personale, attraverso esperienze come la costruzione della vision board, momenti di riflessione e pratiche di consapevolezza; ma anche occasioni più informali e relazionali, come serate di giochi da tavolo, cinema, musica, cucina condivisa e momenti conviviali.

Accanto a queste proposte sono state organizzate esperienze legate al movimento e alla scoperta del territorio, come attività sportive, uscite nella natura, giornate in bicicletta e momenti di condivisione all'aperto. L'obiettivo non era semplicemente proporre attività, ma creare occasioni in cui i ragazzi potessero incontrarsi, conoscersi e costruire relazioni significative.

Parallelamente alle attività più esperienziali, sono stati proposti anche momenti di approfondimento su tematiche vicine al mondo giovanile, come l'inclusione, la diversità, l'apprendimento e la possibilità di riconoscere e valorizzare le proprie capacità.

Uno degli aspetti centrali è stato vedere ragazzi che hanno scelto di andare oltre il ruolo di partecipanti, diventando parte attiva del progetto. Si è così formato uno "staff" di giovani che hanno contribuito in prima persona mettendo a disposizione idee, tempo, competenze ed energie.

L'evoluzione di Spazio C6 testimonia come un progetto possa trasformarsi nel tempo, lasciandosi guidare dalle persone che lo abitano e dai bisogni che emergono dal territorio. Dopo la conclusione del progetto F.A.R.E., Spazio C6 ha progressivamente orientato il proprio sguardo verso una fascia di età più giovane, coinvolgendo ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo grado.

Questo passaggio rappresenta uno degli aspetti più significativi dell'esperienza: la possibilità per i giovani di non essere soltanto destinatari di interventi educativi, ma di diventare protagonisti attivi nella costruzione di spazi e opportunità per altri ragazzi e per la propria comunità.

Questo passaggio ha rappresentato concretamente il senso del progetto: i giovani non come semplici destinatari di attività pensate per loro, ma come persone capaci di generare proposte, assumere responsabilità e diventare risorsa per la propria comunità.

 

-Isabella Tacchino-

 

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